Mantenere la motivazione durante la ricerca di lavoro

Perché la motivazione cala, dieci consigli concreti, come affrontare i rifiuti e quando chiedere aiuto.

Femme qui court au coucher du soleil
Photo : McCarthy Beckan sur Unsplash

Come mantenere la motivazione durante la ricerca di lavoro? Strutturi le sue giornate, si ponga obiettivi che dipendono da lei, candidature, contatti, azioni, piuttosto che dalle risposte dei selezionatori, misuri i suoi progressi, si prenda cura della sua salute e rimanga in contatto con gli altri. Rifiuti e silenzi fanno parte di ogni ricerca: non dicono nulla del suo valore, ma logorano. Transformi questo periodo in un progetto organizzato, con pause e piccole vittorie.

Ecco perché la motivazione cala, dieci consigli concreti, come affrontare i rifiuti e quando chiedere aiuto. Per l’organizzazione pratica, veda come organizzare la ricerca di lavoro. Vedi anche: Organizzare la ricerca di lavoro: pianificazione e tabella di monitoraggio.

Perché la motivazione cala

  • I rifiuti e i silenzi: molte candidature rimangono senza risposta.
  • L’assenza di struttura: senza orari né colleghi, le giornate perdono la loro organizzazione.
  • L’incertezza finanziaria e la pressione dell’ambiente.
  • L’isolamento, soprattutto dopo un distacco difficile.
  • Il confronto con gli altri, in particolare sui social network.

Riconoscere questi meccanismi permette di non prenderli per un fallimento personale.

Dieci consigli concreti

  1. Mantenga degli orari: si alzi a un’ora fissa, si vesta come per andare a lavorare, fissi un’ora di fine.
  2. Fissi obiettivi di mezzi: «10 candidature e 3 contatti questa settimana», piuttosto che «trovare un lavoro».
  3. Annoti ogni progresso: una risposta, un colloquio, un nuovo contatto, un CV migliorato.
  4. Vari le attività: candidature, networking, fiere, formazione, per evitare la noia.
  5. Eska di casa: biblioteca, spazio di coworking, appuntamenti, sport.
  6. Si circondi di persone: gruppi di ricerca lavoro, laboratori, ex colleghi.
  7. Impari qualcosa: una formazione breve, una certificazione, uno strumento. È utile per il CV e per il morale. Veda il CPF.
  8. Mantenga un’attività: volontariato, incarico breve, lavoro interinale. Restituiscono un ritmo e arricchiscono il percorso.
  9. Si prenda vere pause: un fine settimana senza ricerca, attività che le fanno bene.
  10. Limiti il tempo sui siti di annunci: un’ora mirata vale più di una giornata a scorrere offerte.

Affrontare i rifiuti

Un rifiuto è spesso legato a fattori che lei non controlla: numero di candidati, candidato interno, budget, tempistiche. Per affrontarlo:

  • si conceda un’ora per essere deluso, poi passi all’azione successiva;
  • chieda educatamente un feedback dopo un colloquio: la aiuterà a migliorare;
  • risponda al rifiuto con cortesia: la porta resta aperta per una prossima volta. Veda come rispondere a un rifiuto;
  • guardi le sue statistiche: un rifiuto su dieci candidature è normale.

Rivedere il metodo quando nulla funziona

Se le settimane passano senza colloqui, non è la sua motivazione a essere in causa, ma spesso il metodo: CV troppo generico, obiettivo troppo ampio o troppo stretto, canali poco efficaci. Faccia rileggere il suo CV, provi le candidature spontanee e il networking, allarghi la zona o il tipo di contratto. Veda la nostra guida per trovare un lavoro e il CV che non viene selezionato. Vedi anche: Come trovare lavoro: il metodo completo in 10 passi.

Prendersi cura della propria salute

Sonno, alimentazione, attività fisica e contatti sociali hanno un effetto diretto sull’energia e sulla fiducia. Una passeggiata quotidiana, uno sport di squadra o un’attività creativa aiutano a resistere nel tempo. Anche lo stress prima dei colloqui si può gestire: veda lo stress in colloquio. Vedi anche: Come gestire lo stress prima di un colloquio?.

Parlare della propria situazione

Parlare della propria ricerca alle persone vicine, spiegando ciò che aiuta e ciò che pesa, evita i malintesi. Dare loro una richiesta precisa (per esempio, chiedere di essere presentati a una persona che lavora nella logistica) trasforma la loro preoccupazione in un aiuto concreto. Veda la rete professionale.

Quando chiedere aiuto

Se avverte una stanchezza persistente, una perdita di interesse per tutto, disturbi del sonno o dell’appetito, o pensieri negativi, ne parli al Suo medico. La disoccupazione è un periodo di fragilità riconosciuta. Esistono anche accompagnamenti per la ricerca stessa: il consulente del Centro per l’impiego, i centri per l’impiego per i giovani, l’Apec per i quadri, il consulente per l’evoluzione professionale. Veda il colloquio con un consulente del Centro per l’impiego.

Un esempio

Nadia, assistente di direzione, cerca da quattro mesi. Si sente scoraggiata. Decide di strutturare le sue settimane: tre mattinate di candidature, un pomeriggio di networking, un laboratorio collettivo settimanale e una formazione online di gestione di progetto. Annota i suoi progressi ogni venerdì. Dopo sei settimane, due ex colleghi la raccomandano; una di queste raccomandazioni porta a un posto.

Le piccole vittorie

Annoti ogni sera un’azione riuscita, anche modesta.

I laboratori collettivi

I laboratori del Centro per l’impiego, dell’Apec o delle associazioni permettono di incontrare altre persone in ricerca, di scambiare piste e di sentirsi meno soli. Molti candidati vi trovano un rinnovato slancio e talvolta contatti utili.

Domande frequenti

È normale scoraggiarsi?

Sì, è molto frequente. L’importante è non restare soli e mantenere un quadro.

Bisogna cercare tutti i giorni?

Piuttosto cinque giorni alla settimana con orari fissi, e vere pause nel fine settimana.

Come reagire a un rifiuto dopo un buon colloquio?

Ringrazi, chieda un feedback e passi oltre: un’altra selezione La attende.

Un’attività di volontariato aiuta?

Sì, per il morale, la rete e il CV.

Quanto dura una ricerca di lavoro?

Da qualche settimana a diversi mesi a seconda del mestiere e del profilo.

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