Bisogna indicare la nazionalità sul CV?
Cosa prevede la legge, quando indicare la nazionalità o il permesso di lavoro e come formularlo.
Va indicata la nazionalità sul CV? No, non è obbligatorio, e l’origine rientra tra i criteri di discriminazione vietati in fase di assunzione. Se invece Lei è cittadino di un Paese extracomunitario, può essere utile indicare che è autorizzato a lavorare in Italia: è questa informazione, e non la nazionalità in sé, che interessa al selezionatore.
Ecco quando menzionare la nazionalità o il permesso di soggiorno, e come formularlo. Vedi anche: Cosa mettere nel CV? Le sezioni indispensabili.
Cosa dice la legge
Il diritto del lavoro vieta le discriminazioni in fase di assunzione fondate, tra l’altro, sull’origine o sull’appartenenza, reale o presunta, a una nazione. Un datore di lavoro non può scartare una candidatura per questo motivo. Deve invece verificare, al momento dell’assunzione, che la persona assunta sia autorizzata a lavorare in Italia.
Cosa verifica il datore di lavoro al momento dell’assunzione
Per un candidato italiano o cittadino dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo o della Svizzera, non è necessaria alcuna autorizzazione al lavoro. Per un cittadino di un altro Paese, il datore di lavoro deve assicurarsi che il permesso di soggiorno autorizzi al lavoro e verificarne l’esistenza presso l’amministrazione prima dell’assunzione. Questa verifica avviene al momento dell’assunzione, non durante la selezione dei CV.
Indicare chiaramente la Sua autorizzazione al lavoro sul CV evita quindi un’esitazione inutile: il selezionatore sa che l’assunzione è possibile senza particolari procedure.
Quando indicarla
| Situazione | Il nostro consiglio |
|---|---|
| Nazionalità italiana o di un Paese dell’Unione europea | Inutile indicarla |
| Extracomunitario, con permesso di soggiorno che autorizza al lavoro | Utile: «Permesso di soggiorno che autorizza al lavoro in Italia» |
| Studente straniero | Indicare il permesso di soggiorno per studio e il monte ore consentito se necessario |
| Posizione che richiede una nazionalità (alcuni impieghi pubblici) | Indicare la nazionalità richiesta |
| Candidatura all’estero | Secondo gli usi del Paese (vedere il CV svizzero o il CV canadese) |
Come formularla
- «Autorizzato a lavorare in Italia»
- «Titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, valido fino al 2028»
- «Studente straniero, autorizzato a lavorare a tempo parziale»
Inserisca questa riga nell’intestazione o tra le informazioni complementari, in fondo al CV.
Esempio di intestazione
Amine Haddad
Tecnico di manutenzione industriale
Milano, 06 12 34 56 78, amine.haddad@email.it
Permesso di soggiorno che autorizza al lavoro in Italia, valido fino al 2029
Una sola riga è sufficiente. Inutile indicare il numero del permesso o allegarne una copia alla candidatura: lo fornirà al momento dell’assunzione.
Gli studenti stranieri
Il permesso di soggiorno per studio consente di lavorare a titolo accessorio, nel limite di 964 ore all’anno, pari a circa il 60% dell’orario di lavoro legale. Per un lavoro da studente o un impiego a tempo parziale, lo specifichi: «Studente in laurea magistrale, autorizzato a lavorare a tempo parziale». Per un tirocinio, è sufficiente la convenzione di tirocinio. Vedere anche il CV per studenti. Vedi anche: CV studente senza esperienza: esempio e consigli.
Gli impieghi riservati
Nel settore pubblico, la maggior parte dei concorsi è aperta ai cittadini dell’Unione europea. Alcuni impieghi legati alla sovranità dello Stato, come la polizia, la magistratura o la diplomazia, restano riservati alle persone di nazionalità italiana. I posti con contratto a tempo determinato sono, invece, accessibili più ampiamente. In questi casi, l’annuncio specifica sempre il requisito di nazionalità.
Lingue e percorsi internazionali
Il Suo percorso internazionale è un punto di forza: lingue madri, diplomi esteri, esperienze all’estero. Le valorizzi nelle sezioni Lingue e Formazione, spiegando le equivalenze dei Suoi diplomi. Vedi anche: Livello di lingua sul CV: da A1 a C2, come indicarlo.
Far riconoscere un diploma estero
Un selezionatore italiano non conosce sempre il valore di un diploma ottenuto all’estero. Indichi la denominazione originale, il Paese, poi il livello equivalente in Italia: «Laurea in economia (Marocco), equivalente laurea triennale». Per un documento ufficiale, il centro ENIC-NARIC Italia rilascia un attestato di comparabilità, utile per le candidature e alcuni concorsi. Le professioni regolamentate, come la sanità, richiedono una specifica autorizzazione all’esercizio.
Le altre informazioni personali
La cittadinanza fa parte di un insieme di informazioni che si trovano sui vecchi modelli di CV e che non sono più necessarie in Italia: data e luogo di nascita, situazione familiare, foto. La normativa prevede che le informazioni richieste a un candidato debbano avere un collegamento diretto con il posto. Tenga ciò che serve alla Sua candidatura ed elimini il resto. I nostri articoli sull’età su un CV e la situazione familiare dettagliano ogni caso.
Se Lei si candida fuori dall’Italia
Gli usi cambiano da Paese a Paese. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, il CV non menziona né cittadinanza né foto, ma il selezionatore chiede se Lei ha il diritto di lavorare nel Paese. In Germania o in Svizzera, le informazioni personali sono più frequenti. Adatti il Suo CV al Paese di destinazione e indichi sempre chiaramente la Sua autorizzazione al lavoro o il visto di cui avrebbe bisogno.
Per le regole di accesso al lavoro, veda lavorare in Italia quando si è stranieri.
Domande frequenti
Un selezionatore può chiedermi la cittadinanza?
Può verificare la Sua autorizzazione al lavoro al momento dell’assunzione. Non deve fondare la sua decisione sulla Sua origine.
Bisogna indicare la doppia cittadinanza?
Non è necessario, salvo che Le dia un’autorizzazione al lavoro nel Paese di destinazione.
Un nome di origine straniera può penalizzarmi?
La discriminazione è vietata, ma esiste ancora. Un CV incentrato sulle Sue competenze, sui Suoi risultati e su un adattamento preciso all’offerta resta la Sua leva migliore.
Cosa mettere se sono rifugiato o in attesa di regolarizzazione?
Se il Suo permesso Le consente di lavorare, la formula «Autorizzato a lavorare in Italia» è sufficiente. Inutile dettagliare il Suo status sul CV.
In CVZeno, il campo cittadinanza è facoltativo: lo lasci vuoto, oppure indichi semplicemente la Sua autorizzazione al lavoro se è utile.