Le domande trappola al colloquio e come rispondere
Le domande trappola più frequenti, cosa cercano davvero, le domande illegali e come prepararsi.
Quali sono le domande trabocchetto in un colloquio e come rispondere? Sono domande che sembrano innocue o destabilizzanti, ma che mettono alla prova la Sua lucidità, la Sua onestà e la Sua capacità di restare professionale: i Suoi difetti, il motivo per cui lascia il lavoro attuale, le altre candidature, lo stipendio, un buco nel Suo percorso. Non c’è nessun trabocchetto se Lei è preparato: una risposta onesta, breve e orientata al ruolo è quasi sempre sufficiente.
Ecco le domande trabocchetto più frequenti, cosa cercano davvero e come rispondere. Vedi anche: 25 domande di colloquio di lavoro e come rispondere.
Perché i selezionatori pongono queste domande
Il selezionatore non cerca di farLa fallire. Vuole vedere come Lei reagisce a una domanda inattesa o delicata, come reagirebbe di fronte a un cliente difficile o a un imprevisto. Osserva la Sua calma, la Sua onestà e la Sua capacità di trasformare una domanda negativa in una risposta costruttiva. Un’esitazione non è grave; una risposta aggressiva, una bugia o una critica al Suo datore di lavoro lo sono molto di più.
Le domande trabocchetto più frequenti
«Qual è il Suo principale difetto?»
Citi un vero difetto, che non sia grave per il ruolo, e mostri come lo sta correggendo. «Tendo a voler controllare tutto da solo. Ho imparato a delegare fissando dei punti di verifica con i miei colleghi.» Eviti i falsi difetti come «Sono troppo perfezionista». Vedi anche: Come rispondere a «Quali sono i Suoi difetti?» in un colloquio.
«Perché vuole lasciare il Suo lavoro?»
Parli di ciò che cerca piuttosto che di ciò da cui fugge, senza criticare il Suo datore di lavoro. Vedi anche: « Perché vuole lasciare il Suo lavoro? ».
«Ha altre candidature in corso?»
Risponda onestamente, senza dettagli: «Sì, ho qualche altra opportunità nello stesso settore, ma il Suo ruolo è quello che mi interessa di più, per questa ragione.» Questo dimostra che il Suo profilo interessa e che la Sua scelta è ponderata.
«Perché c’è un buco nel Suo CV?»
Spieghi in una frase, senza giustificarsi a lungo, poi parli di ciò che ha fatto o imparato durante quel periodo e della Sua disponibilità attuale.
«Quali sono le Sue pretese salariali?»
Si informi sugli stipendi previsti per il ruolo e indichi una forbice realistica, in lordo annuo.
«Sembra sovraqualificato per questo ruolo.»
Rassicuri sulla Sua motivazione e sulla Sua stabilità: «Cerco un ruolo in cui poter fare bene il mio lavoro, in un’azienda stabile. La mia esperienza mi permetterà di essere operativo rapidamente.»
«Cosa pensa del Suo precedente responsabile?»
Resti neutro e positivo: parli di ciò che ha imparato da lui. Qualsiasi critica si ritorcerebbe contro di Lei.
«Perché dovremmo scegliere Lei e non un altro candidato?»
Riassuma in tre punti ciò che Lei apporta, collegandoli alle esigenze del ruolo.
«Dove si vede tra cinque anni?»
Descriva un’evoluzione realistica, compatibile con l’azienda.
«Mi racconti un insuccesso.»
Scegliete un vero insuccesso professionale, spiegate cosa ne avete imparato e cosa fate diversamente oggi. Strutturate la vostra risposta con il metodo STAR.
Le domande inattese
Alcuni selezionatori pongono domande spiazzanti: «Se fosse un animale, quale sarebbe?», «Quante baguette vengono vendute ogni giorno a Parigi?». Non c’è una risposta giusta: valutano la vostra reazione e il vostro ragionamento. Prendetevi qualche secondo, sorridete e spiegate la vostra logica ad alta voce. La calma conta più della risposta stessa.
Le domande illegali
Un selezionatore non ha il diritto di interrogarvi sulla vostra situazione familiare, su un progetto di gravidanza, sulla vostra religione, sulle vostre opinioni politiche, sul vostro stato di salute o sul vostro orientamento sessuale, perché questi elementi non hanno alcun legame con il posto. Se vi viene posta una domanda di questo tipo, potete rispondere con cortesia che preferite parlare delle vostre competenze, oppure riportare la risposta al posto: «Sono del tutto disponibile per gli orari del ruolo.»
Prepararsi in modo efficace
- Elencate i punti sensibili del vostro percorso: dimissioni, periodi di inattività, riconversione, insuccesso.
- Preparate una risposta breve e onesta per ciascuno.
- Esercitatevi ad alta voce con una persona vicina che interpreti il selezionatore.
- Mantenete sempre una conclusione orientata al posto.
Gli errori da evitare
- Mentire: le incoerenze emergono presto.
- Criticare un ex datore di lavoro o dei colleghi.
- Giustificarsi per diversi minuti.
- Mostrare irritazione di fronte a una domanda delicata.
- Rispondere con una battuta a una domanda seria.
Esempio di risposta a una domanda trabocchetto
«Perché è rimasto solo otto mesi nel suo ultimo ruolo?» Una buona risposta: «Il ruolo era stato presentato come un incarico di gestione progetti, ma si trattava soprattutto di inserimento dati. Ho rispettato i miei impegni fino alla fine del periodo, poi ho scelto di cercare un ruolo più vicino al mio progetto, come quello che proponete voi.» Breve, onesta, senza critiche e orientata al posto.
Domande frequenti
Si può rifiutare di rispondere?
Sì, per una domanda illegale o troppo personale, con cortesia. Per una domanda professionale, è meglio rispondere brevemente.
E se non ho una risposta?
Chiedete qualche secondo di riflessione: è del tutto accettato.
Le domande trabocchetto sono frequenti?
I difetti, le dimissioni e lo stipendio ricorrono in quasi tutti i colloqui.
Come gestire lo stress di fronte a queste domande?
La preparazione è il rimedio migliore.
Un CV chiaro limita le domande trabocchetto: con CVZeno, presentate il vostro percorso in modo coerente e scaricatelo in PDF prima del colloquio.