Esperienza professionale sul CV: come presentarla
L'ordine, le informazioni da indicare, il metodo per descrivere le mansioni con risultati e i casi particolari (interinale, contratti brevi).
La sezione « Esperienza professionale » è il cuore del Suo CV. È quella che il selezionatore legge con maggiore attenzione, perché mostra ciò che Lei ha già fatto e quindi ciò che saprà fare presso di lui. Una stessa esperienza può però convincere o lasciare indifferenti a seconda di come viene presentata.
Ecco come presentare le Sue esperienze su un CV: l’ordine, le informazioni obbligatorie, il modo di descrivere le Sue mansioni con i risultati e i casi particolari (contratti brevi, interinale, esperienze senza rapporto con la posizione). Questa sezione si inserisce nel nostro metodo per fare un CV. Vedi anche: Come fare un CV: il metodo in 7 passaggi.
In quale ordine presentare le esperienze?
In Italia, l’ordine anticronologico è la norma: l’esperienza più recente per prima, poi si risale nel tempo. Il selezionatore vuole innanzitutto sapere cosa Lei fa oggi.
Due eccezioni:
Le informazioni da fornire per ogni esperienza
| Informazione | Esempio | Consiglio |
|---|---|---|
| Denominazione della posizione | Assistente contabile | La denominazione reale, o una denominazione più chiara se la Sua è specifica dell’azienda |
| Azienda | Studio di consulenza contabile | Il nome, e il settore o la dimensione se l’azienda è poco conosciuta |
| Luogo | Milano | La città è sufficiente |
| Date | 03/2022 – 06/2026 | Mese e anno, nello stesso formato ovunque |
| Mansioni e risultati | Da 3 a 5 punti | Verbi d’azione, fatti, cifre |
Il tipo di contratto (a tempo indeterminato, a tempo determinato, interinale) non è obbligatorio. Lo indichi solo se spiega una durata breve o se si tratta di uno stage o di un apprendistato.
Descrivere le proprie mansioni: il metodo compito, contesto, risultato
Una buona riga di esperienza risponde a tre domande: cosa ha fatto Lei, in quale contesto, con quale risultato? Cominci con un verbo d’azione, aggiunga una cifra che dia la scala, concluda con ciò che questo ha apportato. Vedi anche: 120 verbi d’azione per un CV incisivo.
| Riga debole | Riga forte |
|---|---|
| Gestione delle fatture | Inserimento e controllo di 400 fatture fornitori al mese su Sage |
| Relazione con i clienti | Gestione di 60 chiamate clienti al giorno, tasso di risoluzione al primo contatto dell’85 % |
| Partecipazione ai progetti | Gestione della revisione del sito intranet, consegnata in 4 mesi per 300 utenti |
| Supervisione | Supervisione di un team di 6 venditori, fatturato del reparto in aumento del 12 % |
Non sempre si hanno cifre esatte. Una stima onesta (« circa 50 clienti al giorno ») vale più di nulla, a condizione di poterla spiegare in colloquio.
Quante righe per esperienza?
- Le due o tre esperienze più recenti o più pertinenti: da 3 a 5 punti ciascuna.
- Le esperienze più vecchie: uno o due punti, oppure soltanto la denominazione, l’azienda e le date.
- Oltre i 15 anni: le raggruppi su una riga (« Posizioni precedenti in logistica, 2005 – 2011 »).
Questo La aiuta a restare su una sola pagina, il che resta la regola nella maggior parte dei casi..
Esempio completo
Addetta alla clientela, mutua sanitaria, Milano (09/2021 – oggi)
Consulenza e gestione di un portafoglio di 900 iscritti privati e professionisti.
Gestione di circa 40 richieste al giorno per telefono, e-mail e appuntamenti in agenzia.
Vendite aggiuntive di garanzie: obiettivo annuale superato del 18% nel 2025.
Formazione di 3 nuovi consulenti sullo strumento di gestione dei contratti.
Ogni punto apporta un’informazione nuova: volume, canali, risultato, responsabilità aggiuntiva.
I casi particolari
Più incarichi nella stessa azienda
Indichi l’azienda una sola volta, poi gli incarichi successivi con le relative date. Così dimostra un’evoluzione, che è un punto di forza.
Incarichi interinali e contratti brevi
Li raggruppi: «Addetto alla preparazione ordini in somministrazione, diversi magazzini della zona di Milano (2023 – 2025)», poi elenchi le competenze acquisite. Per la ristorazione e la vendita, raggruppi allo stesso modo le stagioni e gli extra.
Esperienze non pertinenti al ruolo a cui aspira
Le mantenga se evitano un vuoto nel Suo percorso o mostrano qualità utili, ma le riassuma in una riga. In caso di riconversione, le presenti attraverso le Sue competenze trasferibili (veda la nostra guida al CV di riconversione).
Periodi senza impiego
Non è necessario giustificarli sul CV. Se sono stati utili (formazione, progetto, volontariato), può menzionarli. I nostri consigli dettagliati sono nell’articolo sul vuoto nel CV.
Gli errori da evitare
- Copiare la descrizione della posizione invece di descrivere ciò che Lei ha realmente fatto.
- Scrivere paragrafi invece di brevi punti elenco.
- Dimenticare le date, o usare formati diversi da una riga all’altra.
- Dare la stessa importanza a un lavoro estivo di dieci anni fa e al Suo incarico attuale.
- Gonfiare una qualifica o un risultato: tutto ciò che è scritto può essere verificato.
Per evitare gli altri tranelli, consulti la nostra lista degli errori che fanno scartare un CV.
Per rendere ogni esperienza più convincente, veda come quantificare i propri risultati.
Domande frequenti
Bisogna mettere tutte le esperienze su un CV?
No. Metta quelle che servono la Sua candidatura e quelle che evitano vuoti importanti. Un CV non è una biografia completa, ma una selezione per una posizione precisa.
Bisogna indicare lo stipendio o il motivo della cessazione?
No, né l’uno né l’altro. Questi argomenti si trattano in colloquio, se il selezionatore pone la domanda.
Come presentare uno stage o un apprendistato?
Come un’esperienza, precisando «Stage» o «Apprendistato» nella qualifica. Le mansioni si descrivono allo stesso modo, con verbi d’azione e risultati.
In CVZeno, ogni esperienza ha i suoi campi dedicati: qualifica, azienda, città, date e descrizione. L’anteprima li allinea automaticamente, e Lei può spostare un’esperienza verso l’alto o verso il basso con un clic per mettere la più pertinente al primo posto.