Presentare un diploma straniero sul CV

Come presentare un diploma ottenuto all'estero, l'attestato di comparabilità, le professioni regolamentate e alcuni esempi.

Passeport posé sur une carte d'embarquement
Photo : Nicole Geri sur Unsplash

Come presentare un diploma estero su un CV in Italia? Indicando la denominazione originale, il paese e l’istituto, poi un’equivalenza o un livello comprensibile per un selezionatore italiano: «equivalente laurea triennale», «livello laurea magistrale». Per maggiore chiarezza e credibilità, può richiedere un attestato di comparabilità al centro competente per il riconoscimento dei titoli di studio e menzionarlo sul Suo CV.

Ecco come presentare il Suo diploma, come ottenere un attestato di comparabilità, degli esempi e gli errori da evitare. Vedi anche: Formazione sul CV: cosa inserire e in quale ordine.

Il problema: un diploma che il selezionatore non conosce

Un selezionatore italiano conosce bene il diploma di maturità, la laurea triennale o la laurea magistrale. Conosce molto meno un diploma marocchino, brasiliano, rumeno o canadese. Di fronte a una denominazione che non comprende, può sottovalutare il Suo livello o passare al CV successivo. Il Suo obiettivo è quindi rendere il Suo diploma immediatamente comprensibile, senza snaturarlo.

Come presentare il diploma

  1. La denominazione originale, eventualmente tradotta in italiano tra parentesi.
  2. L’istituto e il paese.
  3. L’anno di conseguimento.
  4. Il livello in equivalenza italiana: «equivalente laurea magistrale», «livello laurea».
  5. L’attestato di comparabilità, se lo ha ottenuto.

Esempi

Laurea in scienze economiche, Università Mohammed V, Rabat, Marocco (2021) · Equivalente laurea triennale, attestato di comparabilità ottenuto

Bacharelado em Administração (laurea in gestione, quattro anni), Università di São Paulo, Brasile (2019) · Livello laurea magistrale

Diplomă de inginer (diploma di ingegnere in ingegneria civile), Università tecnica di Bucarest, Romania (2018) · Equivalente laurea magistrale

L’attestato di comparabilità

In Italia, il centro ENIC-NARIC Italia, presso il CIMEA, rilascia attestati di comparabilità per i diplomi ottenuti all’estero. Questo documento indica il livello del diploma nel sistema italiano. Non è obbligatorio per la maggior parte dei lavori nel settore privato, ma rassicura molto i selezionatori e può essere richiesto per alcuni concorsi o alcuni percorsi di studio. La richiesta si effettua online, con una copia del diploma e la sua traduzione. Consideri diverse settimane di tempo: anticipi la richiesta.

Le professioni regolamentate

Per alcune professioni, come medico, infermiere, farmacista, avvocato, architetto, insegnante o alcune professioni sanitarie, un semplice attestato non basta: occorre un’autorizzazione all’esercizio o un riconoscimento della qualifica rilasciato dall’autorità competente. Si informi presso l’ordine professionale o il ministero competente prima di candidarsi. Indichi sul Suo CV a che punto è la Sua procedura: «Autorizzazione all’esercizio in corso di istruzione».

Valorizzare l’esperienza acquisita all’estero

Se ha lavorato nel Suo paese d’origine, presenti questa esperienza come qualsiasi altra, spiegando brevemente le aziende che non sono conosciute in Italia: «Azienda di distribuzione con 500 dipendenti, leader regionale». Metta in evidenza le competenze trasferibili e i risultati quantificati. Vedi anche: Valorizzare un’esperienza all’estero (Erasmus, working holiday) sul CV.

Le lingue, un punto di forza

La Sua lingua madre e le lingue apprese sono un vero punto di forza per molti ruoli: relazioni con clienti internazionali, commercio, turismo, logistica, traduzione. Indichi con precisione il Suo livello in italiano, così come le altre lingue. Una certificazione di italiano, come il CELI o il CILS, rassicura i datori di lavoro se l’italiano non è la Sua lingua madre. Veda il livello di lingua su un CV..

Gli errori da evitare

  • Tradurre la denominazione con un titolo di studio italiano che non corrisponde esattamente.
  • Lasciare una denominazione incomprensibile senza alcuna spiegazione.
  • Sopravvalutare il livello del titolo di studio.
  • Dimenticare il Paese e l’istituto.
  • Candidarsi a una professione regolamentata senza autorizzazione all’esercizio.

Esempio di sezione formazione

«Laurea in informatica gestionale, Università di Tunisi, Tunisia, 2020, equivalente a laurea triennale, attestato di comparabilità ottenuto nel 2025 · Certificazione in sviluppo web, ente di formazione italiano, 2026 · CELI B2». La sezione combina il titolo di studio di origine, la sua equivalenza, una formazione italiana recente e una certificazione linguistica: rassicura immediatamente un selezionatore.

Integrare con una formazione italiana

Una formazione breve in Italia, anche di poche settimane, può integrare utilmente un titolo di studio estero: dimostra che Lei conosce le pratiche italiane del Suo mestiere e facilita l’accesso a un primo impiego. Le qualifiche professionali, le formazioni finanziate dal Centro per l’impiego e le certificazioni riconosciute sono buone opzioni.

Preparare il colloquio

Il selezionatore può interrogarla sul Suo titolo di studio: il contenuto, la durata, le materie principali. Prepari una presentazione semplice, confrontandola con il sistema italiano. Conservi una copia del Suo titolo di studio, della sua traduzione e dell’attestato di comparabilità, per mostrarli se Le vengono richiesti.

Far tradurre i propri titoli di studio

Per le procedure ufficiali, è spesso richiesta una traduzione realizzata da un traduttore giurato. La faccia fare una volta per tutte e conservi diverse copie.

In sintesi

Denominazione di origine, Paese, equivalenza italiana e, se possibile, attestato di comparabilità: il Suo titolo di studio diventa leggibile per qualsiasi selezionatore.

Per i permessi di soggiorno e l’autorizzazione al lavoro, veda lavorare in Italia quando si è stranieri.

Domande frequenti

L’attestato di comparabilità è obbligatorio?

No per la maggior parte dei lavori privati, ma è utile e talvolta richiesto per i concorsi e alcune formazioni.

Bisogna tradurre tutto il CV?

Sì, in italiano, per un posto in Italia. Conservi soltanto la denominazione di origine del titolo di studio.

Si può ottenere un titolo di studio italiano con la propria esperienza?

Sì, attraverso la validazione delle competenze acquisite con l’esperienza. Veda il CV senza titolo di studio.

Bisogna indicare la propria cittadinanza?

No, salvo che abbia un legame con il ruolo. Indichi piuttosto la Sua autorizzazione al lavoro, se necessario. Veda la cittadinanza su un CV.

Bisogna allegare i titoli di studio alla candidatura?

Li tenga pronti, con la loro traduzione: possono essere richiesti al momento dell’assunzione.

Con CVZeno, presenti chiaramente i Suoi titoli di studio esteri nella sezione formazione e scarichi il Suo CV in PDF in pochi minuti.