Come presentare un congedo malattia lungo o un burn-out sul CV?
Cosa dice la legge, come presentare il periodo sul CV e cosa rispondere al colloquio, senza dettagli medici.
Come presentare un congedo per malattia lungo o un burn-out sul CV? Non è tenuto a menzionarlo: il Suo stato di salute è un’informazione personale e il datore di lavoro non può basare la propria decisione su di essa. Se il congedo crea un periodo visibile senza impiego, una riga neutra come «Interruzione per motivi personali» è più che sufficiente.
Ecco come gestire il periodo sul CV, preparare la domanda in colloquio e riprendere un’attività in buone condizioni. Vedi anche: CV senza esperienza: come fare un CV che convince.
Cosa dice la legge
Lo stato di salute rientra tra i criteri di discriminazione vietati all’assunzione. Il selezionatore non deve conoscere la Sua cartella clinica e solo il medico del lavoro si pronuncia sulla Sua idoneità al posto, nel rispetto del segreto medico.
La visita medica all’assunzione
Dopo l’assunzione, viene organizzata una visita informativa e preventiva con il servizio di salute sul lavoro, in genere entro tre mesi. Per alcuni posti a rischio, si svolge una visita medica di idoneità prima di prendere servizio. In entrambi i casi, il professionista sanitario è tenuto al segreto medico: il datore di lavoro riceve solo un attestato o un parere, senza alcun dettaglio sulla Sua salute. È anche il momento giusto per parlare di un eventuale adattamento del posto di lavoro.
Sul CV
| Situazione | Il nostro consiglio |
|---|---|
| Congedo durante un impiego, senza interruzione del contratto | Nulla da indicare: il posto resta continuo sul Suo CV |
| Periodo senza impiego di alcuni mesi | Nulla da giustificare |
| Periodo senza impiego di più di un anno | Una riga neutra: «Interruzione per motivi personali» |
| Periodo messo a frutto | Menzionare la formazione, il volontariato o il progetto realizzato |
Esempio di percorso con un’interruzione
Addetta alla clientela, Banca regionale, Milano (2018 – 2023)
Gestione di un portafoglio di 400 clienti privati.
Interruzione per motivi personali (2023 – 2024)
Formazione in gestione paghe (70 ore, 2024).
Assistente paghe (contratto a tempo determinato), Studio Moreau, Milano (2024 – 2025)
Una riga neutra, una formazione che mostra l’attività, poi la ripresa: il selezionatore non ha bisogno di altro.
In colloquio
Se Le viene posta la domanda, può restare molto generico, senza alcun dettaglio medico:
Ho fatto una pausa per motivi di salute, oggi alle spalle. Ne ho approfittato per riflettere su ciò che volevo fare e questo posto corrisponde esattamente al mio progetto. Sono disponibile e pronto a riprendere.
L’essenziale per il selezionatore: sapere che Lei è disponibile e pronto per il posto.
Preparare la Sua risposta
La domanda La preoccupa più di quanto interessi al selezionatore. Prepari una risposta in tre tempi: una frase sulla pausa, una frase su ciò che ha fatto o imparato, una frase sulla Sua disponibilità. Si eserciti ad alta voce per dirla con calma, senza giustificarsi. Se il selezionatore insiste su dettagli medici, può rispondere con cortesia che quel periodo è alle spalle e tornare sul posto.
Dopo un’inidoneità o un licenziamento
Se il congedo ha portato a un licenziamento per inidoneità, nulla cambia sul CV: il posto figura con le sue date, le sue mansioni e i suoi risultati, senza menzione della fine del contratto. Il motivo di cessazione non appare mai su un CV.
Riprendere nelle condizioni giuste
Scegliere le prime posizioni
Dopo una lunga pausa, è tentante candidarsi ovunque per dimostrare di essere pronti. Meglio puntare su alcune posizioni compatibili con il vostro ritmo attuale: un tempo parziale per iniziare, un tragitto ragionevole, un ambiente che conoscete. Un contratto a tempo determinato o una missione di lavoro interinale può anche servire da transizione e rimettere un’esperienza recente sul vostro CV. Riuscire una prima ripresa conta più che ottenere subito il posto ideale.
Se siete ancora dipendenti
Se il vostro contratto è ancora in corso, diversi strumenti facilitano la ripresa: il colloquio di collegamento con il datore di lavoro durante un’assenza lunga, la visita di pre-rientro con il medico del lavoro, il tempo parziale terapeutico, o la prova accompagnata per testare un’altra posizione durante l’assenza. Informatevi presso il servizio di salute sul lavoro e l’ente previdenziale prima di cercare altrove: un rientro adattato presso il vostro datore di lavoro può essere una tappa più serena.
Per i vostri diritti durante l’assenza, consultate la nostra guida sui diritti del lavoratore dipendente.
Per i vostri diritti e le vostre indennità, consultate l’assenza per malattia.
Domande frequenti
Bisogna parlare di un burn-out in colloquio?
Non è obbligatorio. Alcune persone scelgono di parlarne per spiegare il loro progetto, altre no. In entrambi i casi, restate concentrati sul seguito.
Il datore di lavoro può chiedermi le mie assenze per malattia passate?
Non deve fondare la sua decisione sul vostro stato di salute. Non dovete dettagliare le vostre assenze.
Un’interruzione per motivi di salute può penalizzarmi?
Una riga neutra e una risposta serena in colloquio limitano fortemente questo rischio. Il vostro percorso e la vostra motivazione restano l’essenziale.
Bisogna segnalare un trattamento in corso?
No, né sul CV né in colloquio. Solo il medico del lavoro ha bisogno di queste informazioni, ed è tenuto al segreto.
Si può menzionare una formazione seguita durante l’assenza?
Sì, è anche raccomandato se è legata al vostro progetto: mostra che il periodo è servito anche ad avanzare. Indicate la con la sua durata e il suo anno.
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