Bisogna indicare i figli o la situazione familiare sul CV?

Perché è meglio evitare, i rari casi in cui l'informazione è utile e come rispondere se la domanda arriva al colloquio.

Figurines en bois d'une famille à côté d'une maison
Photo : IGOR LOLATTO sur Unsplash

È necessario parlare dei propri figli o della propria situazione familiare nel CV? No. Queste informazioni non sono necessarie per valutare le Sue competenze, e la situazione familiare rientra tra i criteri sui quali un datore di lavoro non ha il diritto di basare la propria decisione di assunzione. Indicazioni come “sposato, due figli” sono un’eredità dei vecchi CV, che la maggior parte dei selezionatori non si aspetta più di vedere.

Ecco perché è meglio farne a meno, i rari casi in cui un’informazione può essere utile e come rispondere se la domanda emerge in colloquio. Questo articolo fa parte dei nostri consigli per sapere cosa mettere in un CV..

Cosa dice la legge

Il Codice del lavoro vieta le discriminazioni in fase di assunzione basate, tra l’altro, sulla situazione familiare, sulla gravidanza, sull’età o sul sesso. Un selezionatore non può quindi esigere queste informazioni per selezionare i candidati. Lei non ha alcun obbligo di fornirle, né sul CV né in colloquio.

Perché non inserirle

  • Non aggiungono nulla sulle Sue competenze.
  • Possono alimentare pregiudizi, consapevoli o meno, sulla Sua disponibilità.
  • Occupano spazio nell’intestazione.
  • Sembrano datate: i CV moderni ne fanno a meno.

I rari casi in cui un’informazione può essere utile

  • Vuole spiegare un periodo senza impiego dedicato ai Suoi figli: è sufficiente una riga neutra, come “2021 – 2024: congedo parentale”. Veda il buco nel CV.
  • Ha un vincolo di disponibilità importante per il ruolo: è meglio parlarne in colloquio che sul CV, restando concreti sugli orari possibili.
  • Si candida in un Paese dove è consuetudine, cosa che sta diventando rara.

Da dove viene questa abitudine

Per decenni, i CV francesi iniziavano con un blocco “Stato civile”: data e luogo di nascita, nazionalità, situazione familiare, numero di figli. Questo blocco derivava dai moduli amministrativi. È progressivamente scomparso, man mano che le norme contro le discriminazioni si sono rafforzate e i selezionatori si sono concentrati sulle competenze. Molti modelli di videoscrittura lo propongono ancora: lo elimini.

Cosa interessa davvero al selezionatore

Dietro un’eventuale domanda sulla Sua vita familiare, il selezionatore cerca in genere di sapere se Lei è disponibile: orari, trasferte, reperibilità, data di inizio. Risponda direttamente a questa esigenza, sul CV o nella presentazione: “Disponibile su turni”, “Trasferte frequenti accettate”, “Disponibile dal 1° settembre”. Queste informazioni sono utili e non dicono nulla della Sua vita privata.

Le altre informazioni personali da evitare

  • Il numero e l’età dei figli.
  • Il nome e la professione del coniuge.
  • La religione, le opinioni politiche o sindacali.
  • Lo stato di salute (veda il caso particolare della RQTH e disabilità).
  • Il numero di previdenza sociale.

Per l’età e l’indirizzo, consulti i nostri articoli età su un CV e indirizzo su un CV..

La foto e gli interessi

Le informazioni personali a volte si insinuano altrove, non solo nell’intestazione. Una foto di famiglia ritagliata, un interesse come “occuparsi dei miei tre figli” o un’attività in un’associazione di genitori senza altre precisazioni rivelano la Sua situazione senza volerlo. Scelga una foto da solo, su sfondo neutro, e descriva i Suoi impegni attraverso ciò che vi fa: “Tesoriere di un’associazione di genitori, budget di 8.000 €”. Veda gli interessi su un CV..

Se la domanda emerge in colloquio

Alcuni selezionatori pongono ancora domande personali, a volte in modo maldestro. Lei può:

  • Rispondere semplicemente se la cosa non Le crea problemi.
  • Riportare il discorso sulla posizione: «Sono disponibile negli orari previsti dal ruolo e mi organizzo senza difficoltà.»
  • Non rispondere, con cortesia: non è obbligato a farlo.

Esempio di intestazione senza informazioni personali

Giulia Ferrari
Responsabile amministrativa e finanziaria
Milano, 06 12 34 56 78, [email protected]
Disponibile da gennaio, trasferte occasionali accettate

Nome, professione, città, telefono, e-mail, disponibilità: è tutto ciò di cui il selezionatore ha bisogno per contattarLa. Veda anche l’indirizzo su un CV e l’età su un CV.

Se ritiene di essere stato discriminato

Se un rifiuto sembra legato alla Sua situazione familiare, annoti i fatti precisi: domande poste, scambi scritti, date. In Italia può rivolgersi gratuitamente al Consigliere di parità o a un sindacato per ogni discriminazione in fase di assunzione, e ricevere consigli sulle possibili azioni successive.

Domande frequenti

Occorre indicare «celibe/nubile» per dimostrare la propria disponibilità?

No. Se la disponibilità è un criterio della posizione (trasferte, orari), la indichi direttamente: «Disponibile a frequenti trasferte».

Menzionare un congedo di maternità o paternità è rischioso?

Non deve giustificare un congedo legato a una nascita. Una riga neutra come «congedo parentale» è sufficiente se il periodo è lungo.

E su un CV per l’estero?

Nel Regno Unito, negli Stati Uniti o in Canada queste informazioni non compaiono mai (veda il CV canadese).

Occorre parlare di un ricongiungimento con il coniuge?

Se si trasferisce per seguire il Suo coniuge, può semplicemente indicare «Trasferimento a Torino a settembre». La ragione non deve figurare sul CV; potrà menzionarla in colloquio se lo desidera.

Occorre indicare il proprio cognome da nubile?

Solo se i Suoi diplomi o i precedenti datori di lavoro La conoscono con quel cognome, per facilitare le verifiche: «Giulia Ferrari (nata Bianchi)». Altrimenti, il Suo cognome d’uso è sufficiente.

E per una posizione con alloggio di servizio?

Il selezionatore può aver bisogno di sapere quante persone occuperebbero l’alloggio, ma al momento della proposta, non sul CV.

CVZeno non propone alcun campo per la situazione familiare: il Suo CV resta incentrato sul Suo percorso e sulle Sue competenze.