Quale formula di cortesia usare in una lettera di presentazione?
La formula che va quasi sempre bene, le varianti in base al destinatario e gli errori frequenti, sia per la lettera sia per l'email.
Quale formula di cortesia utilizzare per una lettera di presentazione? La più sicura resta: «Voglia gradire, Gentile Signora, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti.» È adatta a quasi tutte le candidature. Due regole contano più della scelta esatta delle parole: riprendere identico l’appellativo dell’inizio della lettera e restare sobri. Una formula troppo lunga o troppo originale attira l’attenzione per motivi sbagliati.
Ecco le formule da utilizzare a seconda della situazione, gli errori frequenti e il caso particolare dell’email. Questo articolo completa la nostra guida su come firmare, datare e inserire un oggetto in una lettera di presentazione. Vedi anche: Lettera di motivazione: firmarla, datarla, inserire un oggetto?.
La formula classica, adatta quasi sempre
Voglia gradire, Gentile Signora, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti.
È cortese, neutra e adatta a tutte le aziende. Se conosce il destinatario, sostituisca «Gentile Signora, Egregio Signore» con l’appellativo utilizzato all’inizio della lettera, ad esempio solo «Gentile Signora».
Le formule a seconda del destinatario
| Destinatario | Appellativo | Formula di cortesia |
|---|---|---|
| Sconosciuto | Gentile Signora, Egregio Signore, | Voglia gradire, Gentile Signora, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti. |
| Una donna di cui conosce il nome | Gentile Signora, | Voglia gradire, Gentile Signora, l’espressione dei miei più distinti saluti. |
| Un uomo di cui conosce il nome | Egregio Signore, | Voglia gradire, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti. |
| Un sindaco | Gentile Signor Sindaco, | Voglia gradire, Gentile Signor Sindaco, l’espressione della mia più alta considerazione. |
| Un direttore | Gentile Signor Direttore, | Voglia gradire, Gentile Signor Direttore, l’espressione dei miei rispettosi saluti. |
| Un coordinatore sanitario | Gentile Coordinatore Sanitario, | Voglia gradire, Gentile Coordinatore Sanitario, l’espressione dei miei rispettosi saluti. |
Nell’appellativo non si scrive il cognome: «Gentile Signora Rossi» non si usa all’inizio della lettera. Si scrive semplicemente «Gentile Signora».
Le varianti accettate
- «Voglia gradire, Gentile Signora, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti.»
- «La prego di accogliere, Gentile Signora, i miei più distinti saluti.»
- «In attesa di un Suo riscontro, voglia gradire, Gentile Signora, Egregio Signore, l’espressione dei miei più distinti saluti.»
- «Voglia gradire, Egregio Signore, l’espressione dei miei rispettosi saluti», per un superiore gerarchico o una funzione importante.
Scegli una formula e mantienila: non è utile cambiarla a ogni candidatura.
La frase che precede la formula
La formula di cortesia viene spesso dopo una breve frase di conclusione, che propone il seguito:
- «Sarei lieta di incontrarLa per presentarLe la mia motivazione.»
- «Resto a Sua disposizione per un colloquio quando preferisce.»
- «Disponibile dal 1° marzo, resto raggiungibile per qualsiasi scambio.»
Eviti i condizionali eccessivi, come «Spero che la mia candidatura possa forse attirare la Sua attenzione»: resti semplice e sicura.
Gli errori frequenti
- Una formula di apertura diversa dalla formula di cortesia: «Gentile Signora» in alto, «Gentile Signora, Gentile Signore» in basso.
- «Distinti saluti»: l’espressione di sentimenti è tradizionalmente riservata agli scambi tra persone che si conoscono; «cordiali saluti» è più adatto.
- «Cordiali saluti» alla fine di una lettera: troppo informale per una lettera, accettabile solo in un’e-mail.
- Le formule troppo lunghe, con diversi aggettivi: appaiono datate.
- Dimenticare la firma sotto la formula: il Suo nome e il Suo cognome.
E in un’e-mail di candidatura?
Nel corpo di un’e-mail è d’uso una formula più breve: «Cordiali saluti» o «Un cordiale saluto», seguito dal Suo nome, dal Suo cognome e dal Suo numero di telefono. Se la lettera è allegata in PDF, mantiene la sua formula completa. Vedi anche: Email di candidatura: 6 esempi da copiare.
Dove collocare la formula e la firma
La formula di cortesia chiude l’ultimo paragrafo della lettera, allineata a sinistra come il resto del testo. Il Suo nome e il Suo cognome vanno subito sotto, dopo una riga vuota. Su una lettera stampata, aggiunga la Sua firma manoscritta sopra il Suo nome digitato. Su una lettera inviata in PDF, il Suo nome digitato è sufficiente.
Esempio di chiusura completa di una lettera
Disponibile dal 1° marzo, sarei lieta di incontrarLa per presentarLe il mio percorso.
La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei più distinti saluti.
Giulia Garnier
Una frase di conclusione che propone il seguito, una formula di cortesia coerente con la formula di apertura, poi il Suo nome e il Suo cognome: questa chiusura semplice è adatta alla grande maggioranza delle lettere di presentazione.
Domande frequenti
Si può fare a meno della formula di cortesia?
No, in una lettera di presentazione resta attesa. La sua assenza apparirebbe trascurata.
«Distinti saluti» o «rispettosi saluti»?
«Distinti» è adatto nella grande maggioranza dei casi. «Rispettosi» esprime maggiore deferenza, per una funzione importante.
Serve una formula diversa per una candidatura spontanea?
No, la stessa formula è adatta. Vedi anche: Lettera di motivazione spontanea: come scriverla senza un’offerta specifica?.
E per una lettera in inglese?
Si usa «Yours sincerely» se il destinatario è nominato, «Yours faithfully» in caso contrario.
Si deve scrivere «Gentile Signora, Gentile Signore» o «Gentile Signora, Gentile Signore,» con la virgola?
La formula di apertura termina con una virgola, e il testo della lettera inizia poi con la maiuscola, a capo.
Si può terminare con «In attesa di un Suo riscontro» da solo?
No, questa frase introduce la formula di cortesia ma non la sostituisce. La completi: «In attesa di un Suo riscontro, La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei più distinti saluti.»
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