Quale font scegliere per un CV?

Font con o senza grazie, esempi sicuri, dimensioni consigliate, combinazioni e font da evitare per un CV leggibile.

Caractères d'imprimerie en plomb rangés dans une casse en bois
Photo : Natalia Y. sur Unsplash

Il carattere del Suo CV svolge un ruolo discreto ma reale: influenza la leggibilità, l’impressione di serietà e talvolta il modo in cui un software di selezione legge il Suo testo. Un buon carattere non si nota; un carattere sbagliato affatica l’occhio, fa sembrare il CV datato o, peggio, lo rende difficile da leggere.

Ecco come scegliere il carattere del Suo CV: caratteri con o senza grazie, esempi sicuri, dimensioni consigliate, combinazioni e caratteri da evitare. Questi consigli fanno parte delle nostre regole di impaginazione di un CV..

Con o senza grazie?

I caratteri si dividono in due grandi famiglie:

FamigliaCaratteristicaImpressione dataSettori
Senza grazie (sans serif)Lettere nette, senza piccoli tratti alle estremitàModerno, chiaro, direttoDigitale, commercio, comunicazione, la maggior parte delle professioni
Con grazie (serif)Piccoli tratti all’estremità delle lettereClassico, serio, letterarioDiritto, finanza, insegnamento, editoria, professioni istituzionali

Entrambi funzionano molto bene. Scelga in base al settore di riferimento e all’immagine che desidera trasmettere.

Caratteri sicuri per un CV

Senza grazie

  • Calibri: il carattere predefinito di Word per anni, molto leggibile, un po’ banale.
  • Helvetica e Arial: neutri e universali.
  • IBM Plex Sans: moderno, tecnico, molto leggibile in corpo piccolo.
  • Work Sans: arrotondato e accogliente, adatto alle professioni di contatto.
  • Lato, Open Sans, Source Sans: caratteri liberi molto diffusi sul web.

Con grazie

  • Georgia: concepita per lo schermo, molto leggibile.
  • Garamond: elegante e compatta, ideale per guadagnare un po’ di spazio.
  • Source Serif: seria e moderna allo stesso tempo.
  • Lora: dolce e contemporanea, adatta alle professioni creative o educative.

Le dimensioni consigliate

ElementoDimensione
Il Suo nomeda 18 a 28 punti
Titoli delle sezionida 12 a 14 punti
Testo correnteda 10 a 12 punti
Date e informazioni secondarieda 9 a 10 punti, senza scendere più in basso

La dimensione reale dipende dal carattere: Garamond a 11 punti sembra più piccolo di Calibri a 11 punti. Stampi il Suo CV per verificare: il testo deve leggersi senza sforzo a distanza di un braccio.

L’interlinea e gli spazi

La leggibilità dipende tanto dallo spazio quanto dal carattere. Un’interlinea da 1,15 a 1,3 volte la dimensione del testo dà respiro ai paragrafi. Lasci uno spazio maggiore prima di ogni titolo di sezione che dopo, affinché il titolo sia visivamente collegato al suo contenuto. Eviti di ridurre l’interlinea per far stare il CV su una pagina: è meglio tagliare una riga di testo. Mantenga margini di almeno 1,5 centimetri.

Combinare due caratteri

Un solo carattere per tutto il CV è la soluzione più sicura. Se ne utilizza due:

  • un carattere per il nome e i titoli delle sezioni, un altro per il testo;
  • caratteri chiaramente diversi (uno con grazie, uno senza), affinché il contrasto appaia voluto;
  • mai più di due.

Punti piuttosto sul peso (normale, grassetto) e sulla dimensione per gerarchizzare l’informazione.

I caratteri da evitare

  • Comic Sans: percepito come poco serio.
  • I caratteri manoscritti o decorativi: difficili da leggere e talvolta interpretati male dai software di selezione.
  • I caratteri molto sottili o molto condensati: illeggibili una volta stampati.
  • Times New Roman: leggibile, ma associato ai documenti predefiniti e dà un’impressione datata.
  • Tutti i caratteri in un CV da consegnare in Word se non sono installati presso il destinatario: l’impaginazione cambierà.

Il carattere e i software di selezione

Con un PDF che integra i suoi caratteri, i software leggono il testo qualunque sia il carattere scelto, purché resti standard. I problemi derivano soprattutto dai caratteri decorativi, dalle legature inusuali e dai CV esportati come immagine. Veda il nostro articolo sul CV compatibile ATS e quello sul formato PDF o Word. Vedi anche: CV ATS: come superare i software di selezione.

Grassetto, corsivo, maiuscole

Utilizzi il grassetto per le qualifiche professionali e i titoli delle sezioni, con parsimonia nel testo. Il corsivo è adatto alle precisazioni secondarie, come il nome di una città o una durata. Le maiuscole si riservano al nome o a brevi titoli: un paragrafo intero in maiuscolo si legge male. Una gerarchia chiara, con due o tre livelli soltanto, guida l’occhio del selezionatore.

Domande frequenti

Qual è il carattere migliore per un CV?

Non esiste un carattere migliore universale. Un carattere leggibile, attuale e adatto al Suo settore, utilizzato in 10-12 punti, andrà benissimo.

Si può usare un carattere originale per una professione creativa?

Per il nome o i titoli, sì, con misura. Mantenga un carattere molto leggibile per il testo. La Sua creatività si vede meglio nel Suo portfolio.

Il colore del testo conta?

Mantenga il testo in nero o grigio molto scuro. Un colore può servire per il nome e i titoli delle sezioni, a condizione che resti leggibile stampato in bianco e nero.

Quale carattere per una lettera di presentazione?

Lo stesso del CV, per un insieme coerente, in 11 o 12 punti.

Bisogna installare un carattere particolare?

No. Scelga un carattere disponibile ovunque o integrato nel PDF: eviterà che venga sostituito da un altro all’apertura del file.

Quante dimensioni diverse usare?

Tre sono sufficienti: una per il nome, una per i titoli, una per il testo. Oltre, la pagina perde coerenza.

In CVZeno, Lei sceglie tra quattro caratteri pensati per i CV: Source Serif e Lora con grazie, IBM Plex Sans e Work Sans senza grazie. Le dimensioni e gli interlinea sono già impostati; Lei cambia carattere con un clic e vede il risultato nell’anteprima.